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Believe – I 16 Barre e il culto della XVI Religion

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Believe – I 16 Barre e il culto della XVI Religion

Sicuramente tra i migliori album di questo 2016 che volge al termine, in una categoria tutta sua, si classifica Believe dei XVI Barre.
Accattivante già dalla copertina che raffigura uno scenario apocalittico (e che cela il messaggio Be Alive nell’ombra che compare sul terreno), Believe è un album che si distingue per testi crudi, diretti e spettrali e un suono hardcore molto classico nelle strumentali.

La formula non varia dai precedenti lavori: nessun fiocchetto sui ritornelli, e una morale in fondo piacevole dietro a delle liriche quasi violente.
La prima introduzione ce la danno Dj Bicchio e Dj Nero immergendoci nell’atmosfera dell’album fin dal primo momento dell’ascolto.
Poi ancora una volta arriva il messaggio della XVI Religion.
Restiamo umani.
Una religione che in un senso è aperta a tutti, e in un senso completamente opposto è solo per pochi che sanno realmente apprezzarla.


I 16 Barre sono formati da John Princekin e Benni ai microfoni, e Jack Burton come produttore di punta del progetto, affiancato spesso da Manto.
Ritroviamo la straordinaria voce di Maelle che avevamo già incontrato durante un altro viaggio, nell’album solista John Princekin o JPK. Anche questa volta il suo contributo si sente: la sua forte voce femminile ci incanta e diventa parte della strumentale prima in El Condor e poi in Believe Again, ispirando l’ascoltatore ad abbandonarsi lentamente al mare nella propria anima. Della seconda canzone è stato poi realizzato un video dallo stile che richiama quello dei cartoon, arricchendo il risultato finale senza abbandonare quello stile tetro e spettrale che caratterizza l’intero progetto.

Tra una traccia e l’altra, vi sono degli intermezzi a volte tratti da vecchi film e pubblicità caratterizzate da musica d’epoca. Tra i primi ve n’è uno proprio all’apertura dell’album. Le parole sono scandite chiaramente nonostante le interferenze. I believe… Poi la musica si interrompe bruscamente così com’è iniziata. Un’altra citazione di spessore si trova prima dell’inizio di Religion, in un monologo tratto dal film “stalker“.
La prima traccia che ci accoglie è quindi Dope, un altro video estratto dall’album.
Incoraggiamo i lettori a commentare, nel caso conoscessero l’origine di questi interludi che arricchiscono l’album della sua caratteristica atmosfera.

Anche questa volta l’album è ascoltabile per intero su youtube, in un video unico della durata totale di 42 minuti.
Il video porta il nome dell’album ed è pubblicato sul canale ufficiale degli XVI. Alla sua conclusione, vi sentirete forse un po’ più tristi e malinconici, ma sereni.

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